Missione e Obiettivi

Il Premio Giorgio Ambrosoli assegna riconoscimenti a persone, o gruppi di persone - in particolare della pubblica amministrazione e delle imprese - che su tutto il territorio nazionale si siano contraddistinti per la difesa dello stato di diritto tramite la pratica dell’integrità, della responsabilità e della professionalità, pur in condizioni avverse a causa di “contesti ambientali”, o di situazioni specifiche, che generavano pressioni verso condotte illegali.

L’obiettivo del Premio, nell’ambito dei processi di ammodernamento della Pubblica Amministrazione e di rafforzamento dei meccanismi volti a favorire comportamenti d’impresa improntati all’etica, è concorrere ad attivare circuiti virtuosi di affermazione e riaffermazione dello stato di diritto e delle pratiche di legalità. Ciò senza connotazioni moralistiche generiche e astratte, bensì attraverso la valorizzazione di operati concreti e contribuendo all’affermarsi di contesti culturali e normativi che incentivino pratiche etiche, rendendole il più possibile sia sostenibili, sia “premianti”.

Contesto e premesse storico-culturali

Il Premio intende al tempo stesso proporsi come uno dei “luoghi” in grado di contribuire alla riflessione su una serie di approfondimenti di merito, culturali e storici, che consentano di sviluppare  il Premio stesso in maniera consapevole e appropriata rispetto a quegli elementi, anche di storia politica, delle idee e delle mentalità, che caratterizzano lo scenario italiano contemporaneo e trascorso.

Riflessioni quali, ad esempio “Come poté accadere, in quel dato momento, una vicenda quale quella sperimentata dall’Avv. Giorgio Ambrosoli?”, oppure “Quale è la parabola storica del concetto di stato di diritto nel nostro Paese?”, o ancora “Come mai maturano oggi le condizioni per una iniziativa come il Premio, al di là delle intuizioni e iniziative dei singoli?”, e altre ancora che emergeranno, fanno parte integrante del Premio e ci si propone che trovino nel tempo un insieme di considerazioni e approfondimenti qualificati.

Il Premio dunque intende interagire in modo non estemporaneo con testimoni, protagonisti, studiosi, esperti delle materie interessate, affinché le prese di consapevolezze siano sostanziali e non “per slogan”, divenendo patrimoni il più possibile condivisi in una logica di confronto e di “squadra” fra i vari soggetti e attori della vita di comunità.

Gli “orientamenti di pensiero”

Il Premio nasce con riferimento a culture, idee, modi di pensare e di interpretare le regole di convivenza, la vita di comunità, i processi sociali nelle loro complessità, articolazioni, e fisiologiche conflittualità, di differente estrazione e provenienza, che pongono l’accento per un verso sulla centralità dei valori – fra i cui quali il dialogo come metodo -, per un altro sull’evitare le genericità che talvolta dai fautori dei valori ne derivano.  In questo senso al tema dei “valori” va attribuita specifica concretezza, indicando quali essi siano, con riferimento a quali contesti, a quali comportamenti, e con quali strumentazioni, procedure, percorsi attuabili. Si tratta dunque di indicare come sottostanti al Premio un “insieme di valori concreti”, fortemente riconducibili ovviamente alla figura e all’opera di Giorgio Ambrosoli. Fra essi quattro appaiono di particolare rilievo: la funzionalità del rispetto delle regole ai fini della convivenza, la capacità di porsi anche al servizio della comunità, l’esercizio della responsabilità come “principio” di fondo e la professionalità come requisito caratterizzante, dell’integrità quale valore di sintesi di comportamenti coerenti a questi valori.

(Estratti dal Documento di Progetto approvato dai Promotori)